Visualizzazione post con etichetta Legami. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Legami. Mostra tutti i post

domenica 4 luglio 2010

In carrozza


Ieri ho passato una giornata con una "principessa in carrozza" .
Nella mia vita sono tanti i principe e le principesse in carrozza con i quali ho avuto ed ho il piacere di stare, ed ogni volta mi stupisco della loro vitalita' nonostante le evidenti difficolta' che la realta' (oltre alla malattia) ti sbatte in faccia a volte in modo decisamente forte.
Fare shopping "in carrozza" e' stata la nuova esperienza di ieri....accipicchia come cambia la vita per chi la vive da seduto!
I punti di vista cambiano, e non parlo solo degli atteggiamenti che si hanno nei confronti della realta' ma anche del fatto che non vedi cosa c'e' sugli scaffali mentre fai la spesa, che fai fatica a raggiungere alcune zone del negozio perche' non ci passi, che devi avere a che fare con persone che vedendoti seduto credono anche tu non sia in grado di intendere e di volere....
Pero'....attenzione c'e' un pero'...ci sono anche tante persone pronte a darti una mano, tante che ti sorridono, tante che con una scusa "attaccano bottone"...e cosi,' si vive la vita in maniera diversa ma e' comunque vita.
E cosi' accadra' ancora che la prossima volta, credendo di averle pensate tutte, riusciro' lo stesso a stupirmi di qualcosa perche' sono davvero tante le comodita' che diamo per scontato noi "bipedi"...
Tutto serve, ogni momento e' utile e anche questo lo e' stato.

alla prossima carrozza,
bb

p.s. ....mi sono divertita molto....mi ero dimenticata di dirlo, l'avevo dato per scontato ;-)

lunedì 28 giugno 2010

Miss sorriso e due cuori


Meta' mattina, scendo nei seminterrati del mio posto di lavoro per prendermi un caffe' alle macchinette, attraverso la sala d'attesa, saluto i pazienti e sento arrivare una voce dal corridoio:

"Ohhhh....e' tornata miss sorriso!"

Mi giro, rido e mi gusto il complimento di questo signore che definirei un "affezionato" del posto... ;-)

"Sa che stavo iniziando a preoccuparmi, non vedendo piu' il suo bel sorriso?"

"Ma ci siamo visti anche l'altro giorno..."

"Eh si', ma ultimamente non sorrideva piu' veramente, aveva anche lei quel sorriso di circostanza....ma da lei no, non me l'aspettavo..."

Con tutti questi complimenti gli offro un caffe' e lui prosegue a parlarmi.

"Lei quanti cuori ha?"

"....!... Uno..."

"E invece si sbaglia! Un cuore solo non puo' bastare per contenere tutto l'amore che ha lei...mi creda, lei ne ha due..."

....salgo nella mia stanza, riprendo a lavorare ....


alla prossima pausa caffe'
bb

sabato 26 giugno 2010

Rosa


A volte si "rischia" di lavorare accanto a persone per anni senza accorgersi di chi si ha di fianco, senza accorgersi che forse quel qualcuno puo' regalarti un momento di illuminazione...ma forse se questo accade e' perche' in quel momento non lo si capirebbe.
E cosi', e' successo a me che, dopo 12 anni di lavoro assieme, sono quasi due anni che mi accorgo di un collega "molto particolare", che di tanto in tanto bussa alla mia porta per regalarmi un libro, per regalarmi una storiella zen, per regalarmi una frase, una parola che in quel momento accendono una luce.... anzi no, a dire il vero spesso non capisco il senso di cio' che mi dice ma dopo qualche giorno...tac si accende una spia nel cervello "ecco cosa mi voleva dire!" ;-)

L'altro ieri bussa alla mia porta e mi racconta la storia delle due rose:

" Ci sono due rose. Sono belle , profumate e vengono ammirate da tutti. Una e' senza spine, l'altra ha le spine.
Sono belle entrambe ma quella con le spine ha un qualcosa in piu'....non puo' essere presa da tutti.
Sono pochi quelli che riescono ad entrare nel suo spazio, starle vicino e a non farsi del male. "

.....................................

"...non ho capito...cosa volevi dirmi?"

ah ah ah ah ...ride e se ne va..... e' sempre cosi', ma ormai ci ho fatto l'abitudine e so che capiro' con il tempo.
Ad ogni modo mi viene sempre da ringraziarlo anche quando mi dice "un giorno ti diro' una cosa che ti sconvolgera'..."   ...e va bene, arrivera' anche quel giorno.

alla prossima rosa,
bb

lunedì 14 giugno 2010

La Dame bleue

 

Sento l'odore del fumo di una sigaretta arrivare dietro di me...mi volto, e mi lascio prendere per mano e  condurre verso un corridoio lungo e buio.
Oggi il Signor Saturno e' silenzioso, rispetto il suo silenzio, anche perche' in questi giorni sono stanca di parole.

Ad un tratto, una luce blu: una donna che canta, una donna che racconta...la resto ad ascoltare.

"Je suis une femme mi-lune mi-homme
Une anagramme, un erratum
On me dessine on me façonne
Je vous fascine, ça vous étonne
J'ai le cœur qui syncope
L'adrénaline me dope
En battant le mesure

Bim bam bim boum
Bim bam bim boum
Bim bam bim boum
Mon cœur susurre
Bim bam bim boum
Bim bam bim boum

Tout mon être se fissure
Je suis un songe, un ectoplasme
Juste un mensonge, un pléonasme
Je reste de glace face à vos spasmes
Je ne trouve pas ma place dans vos fantasmes
Sous mon masque de fer
Des larmes qui lacèrent
Mes anciennes blessures

Mon cœur susurre
Mon âme murmure
Sous mon armure

Je me fissure"

Una donna meta' luna meta' umana,  un sogno, un ectoplasma, una bugia che non trova posto nella fantasia.
Una donna che affascina, un anagramma.Sotto la sua maschera di ferro, sotto il suo sorriso, ci sonolacrime che lacerano, ci sono antiche ferite.


Il suo cuore sussurra,
la sua anima mormora....


...ma nonostante tutto lei brilla, brilla di luce propria e brilla quando e' colpita da luce esterna.

....brilla e brilla tutto attorno a lei....



Si avvicina a me, si china e mi porge una sfera di cristallo....chiudo gli occhi e guardo attraverso.



Apro gli occhi....sono a casa. 
Forse era un sogno...si' ma solo forse ... ;-)

Non mi resta che ringraziare chi, con pazienza, costella la mia strada di luce e mi accompagna verso....gia' verso cosa? ...boh...lo scopriro' solo camminando...per ora vado avanti e questo mi basta e mi avanza ;-)



à la prochaine fois,
Merci.
bb

martedì 4 maggio 2010

Dovresti, dovresti, dovresti... Dovrei??? !!!

Che bello avere degli amici con i quali parlare, confrontarsi, condividere, crescere insieme...

Con il tempo nascono delle vere e proprie relazioni, dei legami che pero', a volte, si "incastrano" in qualche parola detta male o in qualche aspettativa non condivisa...

E cosi' capita che ci si ritrovi davanti all'amica/o che ci dice quali sono i passi da fare per risolvere una determinata situazione ed allora si inizia con i dovresti fare, dovresti dire...i famosi consigli ...

A volte succede che questi consigli diventino insistenti e che in quel momento scatti la sensazione di fastidio che porta a rotture silenziose se non si ha il coraggio di rischiare ed  esprimere questa sensazione di disequilibrio.


Il rischio e' di perdere cio' che ha esaurito il suo percorso o di guadagnare radici piu' solide e trasparenti in un rapporto...e per come la vedo io non c'e' che da guadagnare  ;-)

Tra i tanti dovresti che ho sentito in questo periodo e che riguardano me c'e' qualcosa che riguarda questo blog:

"Dovresti fare un altro blog e dividere cio' che e' la parte professionale da cio' che e' la tua vita privata senno' rischi di mischiare tutto e risultare poco professionale da una parte  e troppo professionale nel privato..."

Pur tenendo in considerazione questo consiglio, mi permetto di scrivere che sarebbe assurdo per me "dividermi" proprio perche' :

Il lavoro che faccio rispecchia il mio modo di fare.  
Il mio modo di fare rispecchia il lavoro che faccio.

Come potrei dividermi proprio io che credo nell'unione tra mente e corpo?
Esiste uno specchio che ti fa vedere solo un lato?
...ma poi cosa c'e' veramente dietro questo consiglio?
   


Adesso che mi fermo un po' a pensare, mi accorgo che anche io ho detto qualche "dovresti" di troppo.....

E' piu' semplice dire agli altri quali passi fare restando comodi e seduti sulla propria posizione...
accettare le scelte dell'altro ed esserci, semplicemente esserci non e' cosa da tutti...

...sbagliando si impara, 
provando sulla propria pelle si memorizza,
e con il tempo si migliora...
perche' oltre le nuvole 
c'e' sempre il sereno ;-)


alla prosima riflessione, al prossimo..... dovresti   ;-)
bb

domenica 21 marzo 2010

Indovina cosa...?



Ieri pomeriggio sul blog di Maga di Endor, ho ritrovato delle "parole" in un video che avevo ricevuto tempo fa e che di tanto in tanto via mail mi  arriva....

Probabilmente anche voi le conoscete gia', l'argomento riguarda le persone che si incontrano nella nostra vita...per una ragione, per una stagione o per sempre.

Il mio lavoro mi mette quotidianamente persone sul cammino con storie a volte anche molto pesanti e con insegnamenti elevati da apprendere ed e', e restera' sempre, il pagamento piu' bello per me, e' cio' che non mi fa cambiare idea rispetto alla mia scelta, e che, in momenti di stanchezza mi fa ritrovare l'energia per proseguire...

Respiro, chiudo gli occhi e guardo...

.....e mi accorgo di tutte quelle persone che, al di la' della mia professione, si avvicinano a me, alla mia vita, al mio cammino. Impossibile non esserne grata e non percepire la ricchezza di ogni incontro.
Impossibile non cedere al fascino del mistero che ogni incontro racchiude in se'.
Impossibile non poterne godere per cio' che ogni incontro ha da dare...amche  solo dieci minuti in una vita intera.   :-)

Impossibile non cedere alla tentazione di inventare e giocare ad un  nuovo gioco: "cosa nasconde ogni incontro?" o meglio .....

"Indovina cosa si nasconde dietro questo incontro?"

Un gioco da giocare con se' stessi o in compagnia, un gioco che non ha vincitori ne' perdenti, un gioco che non puo' che arricchirci....un gioco serio da giocare con leggerezza.


ed eccovi il video:




ed ora eccovi le parole (un po' diverse dal video) che tante volte mi sono arrivate da persone diverse:



"Alcune persone entrano nella tua vita per una ragione,altre per una
stagione, altre per sempre.

Quando qualcuno entra nella tua vita per una RAGIONE, di solito lo fa
per venire incontro a un bisogno che tu hai espresso anche se a volte
non ne sei cosciente. Arriva per assisterti nel superare una difficoltà,
per portarti guida e sostegno, per aiutarti fisicamente, emotivamente o
spiritualmente. C'è per la semplice ragione che tu hai bisogno che ci
sia! Poi,senza che tu ti comporti male nei suoi confronti, oppure nel
momento meno opportuno questa persona dirà o farà qualcosa che porterà
il vostro rapporto a una fine. Può morire. Può andarsene. Può
costringerti col suo comportamento a prenderti una pausa. Quello che
dobbiamo capire è che il nostro bisogno è stato soddisfatto, il nostro
desiderio è stato realizzato, il suo lavoro è finito.  Ora è tempo di
guardare avanti.


Alcune persone entrano nella tua vita PER UNA STAGIONE perché è arrivato
il tuo turno dì condividere,crescere o imparare. Ti fanno vivere
un'esperienza di pace, oppure semplicemente ti fanno credere. Possono
insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Di solito ti regalano
un'incredibile gioia. Ma solo per una stagione!


Chi entra nella tua vita PER SEMPRE lo fa per insegnarti cose che
contribuiscono a darti una solida base emotiva.


In ognuno dei tre casi Il lavoro che è da fare e' quello di accettare la
lezione, amare questa persona e mettere ciò che hai imparato al servizio
di tutte le altre relazioni e gli ambiti della tua vita.


...Ed allora GRAZIE A TE! ....sia che tu sia nella mia vita per
una ragione, per una stagione o per sempre."


ed ora...

alla prossima volta ;-)
bb

giovedì 4 marzo 2010

Camminando



Oggi si va al lavoro a piedi, niente macchina.

E mentre cammino i pensieri vanno all' incontro con una gemma viola.

Questa pietra è stata sottoposta a tanti tagli, colpi e porta i segni di un dolore infinito...un dolore che pochi possono affrontare...

Eppure...eppure questa gemma ora risplende di viola molto più di prima ed è in grado di illuminare la strada ...

I pensieri vanno poi alla giornata di oggi e al prossimo meritato riposo di 4 giorni nella mia Francia... e... giro lo sguardo e vedo un murales...

"a pochi passi dall'emozione"... rido... e mi chiedo: ma sono solo io a vedere la magia della vita?...

Ora inizio a lavorare....

Alla prossima volta,

Bb

venerdì 8 gennaio 2010

Il faro di 'Brina


.......................Tra realta' e fantasia esiste un luogo.
E' il luogo del non- spazio e del non- tempo.
E' il luogo in cui camminando sulla sottile linea viola che separa un mondo da un altro si possono incontrare personaggi particolari che si rifugiano qui per scappare o per prendere una pausa dalla loro quotidianita'..........


.............8 Gennaio..............

Oggi e' il compleanno di 'Brina, una ragazza che ho incontrato in questo "non-luogo".
Abita in un faro e da li' guarda e osserva la realta'e di tanto in tanto illumina la mia strada con la luce dei suoi occhi blu...
Un incantesimo l'ha costretta per anni a volare da un luogo all'altro alla ricerca di un terreno dove poter mettere radici....sono certa che prima o poi trovera' quel terreno...anzi, a dire la verita' ho l'impressione che l'abbia appena trovato ...

E' bello e confortante per me sapere che esistono persone come lei,che parlano la mia stessa lingua ed e' bello e magico il rapporto che mi lega a lei....e' uno di quei tanti fili trasparenti e ricchi di luce che fungono da collante tra persone anche fisicamente molto distanti...e so che con questo post "oso" ma sarebbe un peccato non poter condividere pubblicamente il mio affetto per lei e non festeggiare un'anima cosi' splendida.

buon compleanno 'Brina....esprimi un desiderio e soffia :-)

alla prossima volta,
bb






"...ad occhi chiusi...
soffierò su candeline sostituite da patatine fritte bevendo un'ottima Dominus Triple e brindando a te che sei un regalo stupendo piovuto dal cielo in una notte nuvolosa del 2009.
Ciao soloB è tempo di spazio, in Forma!
'Brina "

lunedì 14 dicembre 2009

Metti il burro salato a tavola e...

Sulla scia un po' malinconica che mi fa compagnia in questi giorni mi ritrovo ancora una volta a scrivere a proposito della bellezza di certi incontri...ed al "mio" giardino delle relazioni che per una domenica pomeriggio si e' riempito di fiori colorati.

Invitati al brunch di Natale, organizzato dai nostri amici "decennali" Pietro e Danilo, ci ritroviamo a tavola in 14 e, come spesso accade, l'accordo nasce all'istante ...magari anche complice il fatto che tra noi c'era un accordatore di pianoforti....o forse perche' gli ingredienti erano sapientemente messi insieme dai due cuochi organizzatori.

...ed e' cosi' che e' passata una bella giornata fatta di molte risate, di hobbies al femminile, di discorsi anche seri, di saggi consigli all'insegna dell'unione nella coppia, di bottoni che appaiono e scompaiono, di discorsi tecnologici, di cucchiai di legno, di ipotetiche vacanze (o utopiche vacanze) e la scoperta del burro salato......una giornata di quelle da tenere in un posto speciale nel cuore...una giornata leggera ma che ha messo delle radici per un prossimo incontro...

E' bello poter assaporare anche di questi momenti...di queste fugaci ed intense alchimie che anche se ripetute non avranno mai lo stesso sapore....

......e tornando a casa in macchina mi lascio cullare dall'immagine di questi nuovi fiori e dall'affetto che mi lega a quei due cuochi davvero speciali per me...e penso al "caso" che ci ha fatto incontrare...ma questa e' un'altra storia...

vi lascio la ricetta ...non si sa mai... ;-)

Ricetta per un brunch di natale

Ingredienti:
14 amici: alcuni di vecchia data ed altri freschissimi,
2 cuochi eccezionali,
una "famiglia allargata musicale" ;-) ,
3 cucchiai di creativita' al femminile e.....
l'ingrediente segreto: il burro salato!

preparata la tavola...lasciare agire i partecipanti e ....


Al prossimo brunch,
bb


p.s. ...dimenticavo...a tavola c'era anche un po' di vino...ehm ehm...

martedì 8 dicembre 2009

Il giardino delle relazioni

Qualche tempo fa scrivevo cosi':

"Mi passa per la mente un immagine….chiudo gli occhi e cerco di vederla meglio:

… una donna con un cappello di paglia se ne va in giro per strada con un cesto che contiene dei semi. Ci sono semi di fiori che durano un giorno, semi di piante molto rare e delicate, semi di piante che non hanno bisogno di molte cure, semi di alberi da frutto, semi di piante secolari…ogni seme e’ diverso dall’altro e sono tutti mescolati tra loro dentro al cesto.
Ogni volta che incontra un’altra persona gliene dona uno, senza dire nulla, semplicemente sorridendo …

Riapro gli occhi e penso agli incontri che ho ogni giorno sia a livello professionale che personale …e fantastico sui semi che ho donato e ricevuto fino ad ora…
…Penso alla rosa del piccolo principe …..e a quante volte io ho messo in terra il seme ed ho cercato di farlo diventare un albero in fretta, per la curiosita’ di vederlo… poi pero’, questo albero cresciuto cosi’ velocemente e’ risultato essere senza radici abbastanza solide ed e’ crollato al primo soffio di vento....... e cio’ che mi era sembrato il seme di una quercia era in realta’ il seme di un semplice fiore: bello da ammirare ma anche veloce ad appassire.
Altre volte il seme l’ho interrato con cura ma nulla e’ mai nato ed ho passato del tempo a chiedermi se questo fosse dipeso dal terreno, dall’acqua o dal seme stesso.
Accade pero’ anche che a volte il seme sembra gia’ portare in se’ una straordinaria bellezza ed allora lentamente, una goccia al giorno aspetto che cresca e mi godo momento per momento perche’ davanti a quei semi mi ricordo che non e’ il traguardo ma e’ il viaggio che racchiude in se’ la vera felicita’ …

…purtroppo o forse per fortuna non c’e’ nessuna ricetta vincente nel coltivare questi semi perche’ ognuno e’ unico ed irripetibile ed i semi “morti” o persi servono per poter accogliere i semi che aspettavano gia’. "


ed e' cosi' che e' nato IL MIO GIARDINO DELLE RELAZIONI, che curo e guardo come si cura un giardino zen...
Un giardino che si modifica con il passare del tempo, con aree piu' colorate e soleggiate ed altre piu' in ombra, con fioriture diverse a seconda delle stagioni... del cuore.
Ci sono piante che sono presenti da tanto tanto tempo e che mi riparano nei momenti di pioggia o mi regalano un po' di ombra quando fa troppo caldo, ci sono fiori dai colori vivacissimi che durano poco ma che riempiono di gioia il giardino quando fioriscono, ci sono piccoli arbusti che stanno crescendo, ci sono "apparizioni" di fiori rarissimi che passano, restano solo un momento e poi svaniscono....ma lasciano il loro segno per sempre nel terreno, ci sono i segni delle piante che si sono ammalate ed ho dovuto togliere dal terreno, ci sono piccoli cespugli che fanno fiori rosa e azzurri con un profumo delicato e leggero, ci sono piante che richiedono molta cura ed altre che resistono nel tempo ed alle intemperie senza acqua e che ...quando meno te lo aspetti ti regalano un fiore rosso e riescono a stupirti anno dopo anno...

E mi piace "perdere tempo" mentre passeggio tra voi perche' lo reputo tempo guadagnato, perche' cio' che ricevo da quei momenti e' molto di piu' di quello che "perdo".

Ed ora vi guardo,
vi sorrido,
vi vengo vicino,
vi dò una carezza speciale e diversa per ognuno,
vi verso dolcemente un pò di acqua............ e poi...........
lascio che il sole e il tempo facciano il loro lavoro...
io tornerò di tanto in tanto...

non dubitatene mai.

alla prossima passeggiata,
bb

martedì 10 novembre 2009

Il coraggio, la forza e la dolcezza (parte seconda)


E sull'onda dell'entusiasmo continuo a riflettere allo specchio degli altri che si specchiano alle mie riflessioni...lo so, lo so, sembra un gioco di parole, qualcosa di un po' contorto...eppure per me e' cosi'... ;-)

L'amore per il proprio lavoro ma soprattutto la convinzione di avere fatto la scelta giusta credo che siano una grande fortuna da non sottovalutare, un'occasione da sfruttare fino all'ultima goccia di energia che in questo momento per me e' davvero forte.

Il linguaggio non verbale e' sempre stato per me un linguaggio decisamente piu' immediato rispetto alle parole e da 12 anni a questa parte e' il mio linguaggio principale all'interno delle sedute di terapia con alcuni bambini.
Anni di relazioni terapeutiche fatte di gesti, di movimenti, di allontanamenti ed avvicinamenti nello spazio, sono stati anni di grande insegnamento per me ...un linguaggio che va molto piu' in profondita' di tante parole.
E per tutto questo e per questi primi passi con gli adulti devo proprio ringraziare i miei "maestri di Via": loro, i miei bambini, che non parlano o meglio, che utilizzano un canale diverso per comunicare, che mi hanno permesso di sperimentare l'utilizzo di questa lingua e di diventarne interprete... (avro' trovato il senso di aver fatto il liceo linguistico?) che mi hanno insegnato la spontaneita', la purezza, la trasparenza, cosi' semplice ed immediata per loro ma non per noi adulti che ci ritroviamo incastrati nei nostri corpi, con i nostri tabu', con i nostri pregiudizi, con i nostri preconcetti, con i nostri ragionamenti logici e razionali dietro ai quali ci nascondiamo per proteggerci perche' la paura di essere vulnerabili, fragili, di essere visti cosi' come siamo, un po' paralizza...come se questa fosse una grande malattia....e cosi' blocchiamo lentamente gli abbracci, i gesti spontanei di affetto, i movimenti del corpo e poi lentamente inibiamo anche le parole e via cosi' ........e diventiamo adulti....
Non voglio certo, con queste parole, fare l'elogio di tutti quei Peter pan e di quelle Trilly che volano nel cielo della mia quotidianita', ma cerco una via di mezzo...perche' sono certa che esista.
Io credo nella via di mezzo e nell'equilibrio.


Purtroppo non riesco ancora (e forse non riusciro' mai) a descrivere cio' che succede durante una lezione o un seminario.... il tono, il ritmo, la concatenazione dei movimenti, delle parole, lo stato d'animo degli allievi.....
E' proprio cio' che non riesco a descrivere che contribuisce al clima creatore di tutto questo mio entusiasmo. E anche questo un senso avra'.


"Insegnare attraverso l'entusiasmo interiore" credo che sia questo quello che sto facendo e credo sia esattamente su una strada diversa dall'insegnare in modo preconcetto e metodico ...
"la tecnica serve ed e' la base dalla quale ti dovrai staccare per sentire veramente cio' che sei e per poter essere in grado di dare agli altri in maniera autentica ed irripetibile " cosi' mi diceva sempre la cara Borgogno nel tirocinio con i bambini...ed ora io applico la stessa frase a questo nuovo percorso con gli adulti....

Proseguo nel mio cammino con coraggio, forza e dolcezza.
E' il mio cammino, con tutte le incrinature e le imperfezioni che mi appartengono, con le salite, le discese e i momenti di pausa.
Non ho ancora ben chiaro dove questo cammino mi stia portando ma la fiducia in un itinerario personale mi rende disponibile, aperta e speranzosa.

alla prossima emozione, al prossimo passo su questa strada,
bb

p.s. oltre ai miei bambini ringrazio anche quei "grandi" che mi permettono di giocare al gioco dell' "insegnante degli adulti". ;-) ............grazie di cuore a voi che avete occhi di bimbi e vi fidate di me, vi prometto di fare meno errori possibili. .........e da brava adulta anche io inibisco il gesto di nominarvi pubblicamente.... ;-)

martedì 28 luglio 2009

...e cosi' l'albero della mia vita cresce...


Nei movimenti silenziosi della mia pratica yoga
sento il mio mondo interno.
Dentro di me, innumerevoli "sogni-seme" attendono il tempo di germogliare, mettere le radici e venire alla luce per trasformarsi in alberi.
Alberi che a loro volta mi ricorderanno di prestare attenzione al mio mondo interiore e alla saggezza dei miei sogni.
I "sogni-seme" indicano la via con simboli e segni di ogni genere, in ogni fatto, in ogni momento, tra le cose e tra le persone, nel dolore e nel piacere, nei trionfi e nei fallimenti.
Ci insegnano a "vederci", ad ascoltarci.
Ci indicano la rotta con presentimenti fugaci o lampi di lucidita' accecante.
...e cosi' si cresce, ci si evolve e i semi dei nostri sogni si trasformano in alberi.

Non c'e' nulla da temere perche' ciascun seme sa come riuscire a diventare albero cadendo sulla terra fertile, assorbendo i succhi che lo nutrono, espandendo i rami, caricandosi di fiori e di frutti per poter dare quello che hanno da dare....

...e cosi' l'albero della mia vita cresce...

bb

sabato 16 maggio 2009

Personalita' cromatiche

Composizione cromatica calda, equilibrata, di fine sensibilita'.
Assenza del nero.Zona centrale viola con vicinanza del complementare giallo che crea un effetto luminoso.
Personalita' cromatica elegante. Si rileva una certa "morbidezza" negli accostamenti.

Composizione molto ricca ed equilibrata.Presenza di coppie complementari.Zona centrale luminosa e calda.Sensibilita' estetica notevole.Presenza del nero unicae a margine.Personalita' cromatica completa, strutturata.


Alla prossima volta,
bb

giovedì 23 aprile 2009

Un treno chiamato Lieto Fine


Siamo all'ultima fermata: il treno del lieto fine sta per terminare il suo viaggio...
I passeggeri scendono e si salutano: baci e abbracci stretti, grandi sorrisi e qualche lacrima ...eh si' qui una lacrima ci sta!
Ed intanto nella mia mente scorrono le immagini che gia' diventano dolci ricordi.
Penso a questo treno che e' partito qualche anno fa e al viaggio che ha fatto.
Penso ai suoi passeggeri, miei compagni di viaggio.
Penso ai compagni di viaggio che mi hanno accolto quando sono salita, a quelli che sono scesi proprio nel momento in cui il treno stava correndo e raggiungendo un traguardo, a quelli che nonostante tutto non sono mai scesi, a quelli che sono saliti solo per vedere ma non per partecipare, inconsapevoli del fatto che gia' stavano partecipando...

C'e' qualcuno che dice che niente e' per sempre e tutto finisce ...
...ma c'e' anche qualcuno che dice che l'energia non muore mai ma si trasforma..
... e a me piace pensare a questa esperienza come a qualcosa che e' finita, sì ma... l'energia che si porta dietro no, quella non e' finita.
Si trasformera' in qualcosa di unico per ognuno dei partecipanti ...quale sia la trasformazione di questa energia ancora non lo so, non mi resta che aspettare e restare in ascolto...

Ed ora mi prendo un po' di tempo per preparare il mio regalo per i miei compagni di viaggio...perche' e' importante lasciare un segno quando qualcosa finisce, e' necessario per poter integrare la parola "fine" nel proprio vocabolario emotivo come esperienza comunque positiva.

Alla prossima volta,
bb

P.S:
..mi alzo e guardo fuori dalla finestra: il vento mi accompagna in questo momento di cambiamento...come sempre del resto ...il vento, il mio compagno di viaggio preferito...
...e credo anche che presto piovera' forte ... ;-)

sabato 18 aprile 2009

Tutto questo e' per me

...ed alla fine mi resta
Un fiore bianco.
Ogni petalo si apre
e mi racconta la sua storia
diversa,
unica,
irripetibile.
Un linguaggio simbolico
udibile solo per me,
visibile solo per me,
che ha significato per me.
Come lo e' il fiore per me.
Come lo e' ogni petalo di quel fiore per me.
Tutto questo e' per me.
...ed alla fine io inizio
e vado fino alla fine.

Consapevole che ci sara', ancora una volta, la prossima volta,
bb

venerdì 10 aprile 2009

Il ritratto di Marianna


C'era una volta, tanto tempo fa, in un regno sotto al mare, una piccola sirenetta di nome Marianna.
Il suo maestro, il delfino Marco, le aveva dato un compito: costruire il proprio autoritratto.
Marianna per essere certa di fare bene il dipinto incomincio' ad andare in giro a chiedere a tutti i pesci che incontrava: “Chi sono io? Che cosa so fare? E' vero che i miei occhi sono belli? E' vero che sono intelligente?...”
Continuo' per un po' di tempo fino a quando non le sembro' di aver raggiunto abbastanza risposte per poter fare il famoso autoritratto.
Purtroppo, ogni volta che si metteva davanti al cavalletto per dipingere, quasi come per incantesimo, si dimenticava tutto e non riusciva a mettere sulla tela nessun colore.
Fu cosi' che riprese ad andare in giro a chiedere: “Chi sono io? Quanto valgo? ...” e siccome era una sirenetta bella, gentile ed educata tutti le davano delle buone risposte e questo la faceva stare bene.
Marianna, quindi, si abituo' presto ad usare gli altri come uno specchio in cui riflettersi e smise di pensare al suo autoritratto.
In quell'angolo della sua stanza dedicato alla fiducia in se' stessi appese una cornice vuota.
In questo modo senza accorgersi si ritrovo' prigioniera degli altri e costretta a fare le cose sempre meglio per non perdere l'approvazione e per avere le loro risposte.
Quando le facevano i complimenti per tutto cio' che sapeva fare la sirenetta era contenta e a suo agio perche' corrispondevano alla sua cornice vuota ma quando le facevano delle critiche o semplicemente delle osservazioni cadeva in crisi e si sentiva sola e abbandonata.
Marianna incomincio' ad alternare momenti di gioia a momenti in cui si arrabbiava moltissimo con gli altri che la facevano stare male.
Un giorno' si arrabbio talmente tanto da avere paura di se ' stessa ed incomincio' a nuotare con tutte le sue forze andando sempre piu' lontano.Faceva molta fatica, le sembrava di essere controcorrente, l'acqua era molto fredda e ad un certo punto si rese conto che legato alla sua coda c'era un sacco molto pesante che la frenava e le impediva di muoversi. Si fermo', sciolse il nodo , apri' il sacco e dentro trovo' la sua rabbia “mascherata”: un grande dolore,l'angoscia di essere abbandonati,la paura di non farcela da sola e tante altre emozioni e sensazioni che aveva nascosto e che si erano accumulate nel tempo fino a riempire questo sacco che ora le impediva quasi di nuotare appesantendole la coda.
La coda e' la parte del corpo piu' importante per una sirena, e' cio' che serve per darsi lo slancio e nuotare con piu' forza ma e' anche la parte del corpo che rende cosi' armonioso il suo movimento nel nuotare.
Marianna capi' allora che negando tutte quelle emozioni stava perdendo non solo la sua forza ma anche la sua dolcezza....stava perdendo se' stessa.
Quando riusci' a sentire ed integrare dentro di se' tutte quelle emozioni nascoste, il sacco si svuoto'.

L'ultima emozione ad uscire fu la rabbia che le consegno' una chiave: la chiave del cassetto di camera sua.Tornata a casa la prima cosa che fece fu quella di andare ad aprire quel cassetto dove trovo' le conchiglie che aveva raccolto insieme al suo maestro delfino . Dentro ad ognuna di queste c'era una perla che corrispondeva ad una sua capacita'.
Aveva smesso di raccogliere conchiglie nel momento in cui aveva iniziato ad inseguire le immagini riflesse nello specchio degli altri....

...E' passato tanto tempo e qualcuno mi ha detto di avere incontrato Marianna, ormai grande, che indossava una splendida collana di perle...

Alla prossima volta
BB

domenica 5 aprile 2009

Giocolieri e bradipi

Un vestito verde con i fiorellini arancioni, capelli rossi ricci un po’ raccolti un po’ no, un gran sorriso ricco di luce, mi fermo ad osservarla: e’ una giocoliera.

Le classiche palline a spicchi giallo, rosso, blu e verde passano ritmicamente da una mano all’altra e poi rimangono in aria il tempo necessario. All’inizio tre palline, poi aumentano fino a perdere il conto. Sono talmente tante. Mi incanto, e’ quasi ipnotica, ma come fa? E continua, continua, continua …fino a che: TAC.

Una pallina cade. Il ritmo si perde, la giocoliera si deve fermare.

“…cerco soltanto un tempo x riposare…” inizia cosi’ la canzone che mi fa venire voglia di scrivere.

Questi ultimi giorni sono stati intensi per me ,piu’ del solito, ricchi di emozioni particolarmente forti … inevitabile non esserne travolte…

E’ perfettamente chiaro che l’empatia che e’ alla base del mio lavoro (e del mio modo di essere) non comporta portare i dolori dell’altro sulle proprie spalle ma comporta a volte il rischio di “bruciarsi”. La “famosa”, ma non abbastanza, Sindrome da Burn-out e’ uno dei rischi della mia professione. E’ il mio lavoro da ormai un po’ di anni ed ho imparato a “staccare” e a non portare il lavoro a casa ma a volte qualcosa sfugge di mano ed e’ necessario, allora, fermarsi e vedere se si sta andando nella direzione giusta, se si deve allentare il ritmo o cambiare strategia per evitare appunto di bruciarsi…

Questa volta non mi sono bruciata, ma forse una “scottatura” l’ho presa. Ed ora aggiungo un altro paziente alla mia lista: me stessa!

Nelle favole arriva sempre un brutto giorno che mette l’eroe nella situazione di dover affrontare la sfida e fare un passo avanti nella crescita. Grazie a quel brutto giorno la favola evolve in modo tale che abbia significato per chi la legge (…o per chi la scrive…)

Anche se non e’ bello dirlo anche nella vita arriva un giorno piu’ o meno brutto che ti obbliga a fermarti o semplicemente a procedere con maggior lentezza facendo una cosa alla volta, girando ad una diversa velocità, gustandoti ogni attimo, ogni incontro…GUSTANDO-TI

Non posso che concludere dunque “rubando” le parole alla canzone che mi ha ispirato :

“….cerco soltanto un tempo per riposare,

su questo rame che mi fa ballare

e con la testa rivolta in alto,

le braccia al cielo ed un appiglio saldo

parte dal cuore quel buonumore….

…vita, vita mia bella

tra le tue foglie

ripenso all’uomo

e lacrima si scioglie.

Come d’incanto si apre un varco

a trovar gioia a scacciar via il pianto

perche’ ricambio con il sorriso di chi….” ;)

(“L’albero dei bradipi” -Sursumcorda-)

Alla prossima volta,

BB

sabato 4 aprile 2009

una bianca naturale ed una piccola rossa

“…e poi ci troveremo come le stars a bere del whisky al roxy bar…”
non era il roxy bar, non era whisky ma di sicuro erano due stars, nel senso di stelle, quelle che ieri sera ho visto sedute ad un tavolo di una birreria.
Quando ero giovane spesso anche io passavo le serate in birreria con il fidanzato o con l’amica del cuore a parlare del presente e del futuro con lo sguardo rivolto verso i sogni.
Quando si inizia a parlare del passato vuol dire che si sta invecchiando e non si frequentano piu’ le birrerie.
Ma quelle che ho visto a quel tavolo ieri sera, erano una donna di 35 anni ed una di 53; sedute una di fronte all’altra: parlano, ridono, si commuovono e poi ad un certo punto cambiano posizione e sono una di fianco all’altra con il tavolo che le separa e allungando le gambe sulle rispettive panche guardano verso il muro…il loro futuro.
Non si guardano piu’ negli occhi come prima ma continuano a parlare.
Pur essendo una accanto all’altra, sono ognuna sulla propria strada; ognuna sa che deve percorrere la propria strada e l’altra fara’ il tifo per lei, ascoltera’ le nuove avventure della sua amica, la lascera’ andare aspettandola. Sono vicine ed allo stesso tempo lontane, consapevoli che lasciare libera l’altra significa averla sempre accanto.
Parlano del loro futuro, dei cambiamenti …non hanno eta’.
…ecco questo e’ quello che ho visto ieri sera a quel tavolo: non e’ l’eta’ cronologica che fa la differenza e’ l’eta’ dell’anima.
Quelle due donne al tavolo erano proiettate nel futuro e piene di vita nel presente.
… essendo di natura ottimista so che mi capitera’ ancora di vedere situazioni di questo tipo…sì, di vedere “Una piccola rossa ed una bianca naturale” che escono dal locale sotto la pioggia una sera di marzo…

..anche per queste cose vale la pena di dire: “si’, io mi godo, attimo dopo attimo, tutto cio’ che c’e’ da godere… bevo fino all’ultima goccia questo nettare e mi lecco le labbra!”

Alla prossima volta,
bb

martedì 31 marzo 2009

Il dolce aroma del caffe'

“..Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili. Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era
stanca di lottare. Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro. Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro. Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco. Quando l’acqua delle tre pentole bollì, in una collocò alcune carote,
in un’altra collocò delle uova e nell’ ultima collocò dei grani di caffè. Lasciò bollire l’acqua senza dire parola. La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre. Dopo venti minuti il padre spense il fuoco. Tirò fuori le carote e le collocò in un piatto. Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto. Finalmente, colò il caffè e lo mise in una scodella.
Guardando sua figlia le disse: “Cara figlia mia, carote, uova o caffè?”

La fece avvicinare e le chiese di toccare le carote; ella lo fece e notò che erano soffici; Dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l’uovo sodo.

Dopo le chiese che provasse a bere il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.

Umilmente la figlia domandò: “Cosa significa questo, padre?” Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, “l’acqua bollente”, ma avevano reagito in maniera differente. La carota arrivò all’acqua forte, dura, superba; ma dopo essere passato per l’acqua bollente era diventata debole, facile da disfare. L’uovo era arrivato all’acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle , ma dopo essere stato in acqua bollente il suo interno si era indurito. Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l’ acqua.

“Quale sei tu figlia?” le disse. “Quando l’avversità suona alla tua porta, come rispondi?”

“Sei una carota che sembra forte ma quando i problemi ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?”

“Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, un ostacolo durante il tragitto, diventa duro e rigido? Esternamente ti vedi uguale, ma dentro sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?”

“O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l’acqua, l’elemento che gli causa dolore. Quando l’acqua arriva al punto di ebollizione, il caffè raggiunge il suo migliore sapore.”

“Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che, davanti all’avversità, illumini la tua strada e quella della gente che ti circonda”.

Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e la tua positività, “il dolce aroma del caffe” …”

Io, ancora una volta, oggi ho avuto modo di gustare il dolce aroma del caffe’…e di poter godere della compagnia sulla mia strada di quello splendido chicco di caffe’ che e’ Ale…..e mi sento carica e piena di “senso”….

martedì 24 marzo 2009

Un sogno mi disse

Qualche tempo fa ho fatto un sogno: sono su un sentiero pianeggiante e sto camminando, ad un certo punto entro in un bosco. I rami degli alberi mi vengono addosso e devo scostarli con le mani ma poi mi accorgo che non sono rami ma sono parole e sono tantissime e diventa quasi impossibile vedere la strada davanti ai miei occhi. Tra tutte quelle parole pero’ riesco a scorgere una mano molto grande: e’ una figura maschile, accetto il suo aiuto, gli prendo la mano mi solleva e mi porta sulla riva di un lago fuori da quel bosco…. mi guardo intorno: non c’e’ piu’ nessuno!… sono sola sulla riva di un lago…mi siedo e mi godo in pace il paesaggio…sono serena.
…dopo quel sogno ho capito che avevo bisogno di un viaggio…un viaggio nel paese del silenzio.
In questo luogo entro in contatto con la mia essenza piu’ autentica, e’ il luogo in cui la mia anima ritrova energia e si ricarica.
Il silenzio spazza via le parole inutili, i luoghi comuni, le etichette che ci vengono “incollate”, il silenzio rende piu’ essenziale, intenso ed efficace il dialogo che segue. Tutto questo mi permette anche di rivalutare l’importanza della parola scritta come comunicazione maggiormente consapevole…scrivere e’ un po’ come disegnare il proprio autoritratto, scrivere consente di prendersi del tempo, di elaborare un pensiero, di lasciare una traccia di quanto si sta vivendo, di rallentare il ritmo…di gustarsi l’attimo.

Mi passa per la mente un immagine….chiudo gli occhi e cerco di vederla meglio:

…C’e’ una donna con un cappello di paglia che se ne va in giro per strada con un cesto che contiene dei semi. Ci sono semi di fiori che durano un giorno, semi di piante molto rare e delicate, semi di piante che non hanno bisogno di molte cure, semi di alberi da frutto, semi di piante secolari…ogni seme e’ diverso dall’altro e sono tutti mescolati tra loro dentro al cesto.
Ogni volta che incontra un’altra persona gliene dona uno, senza dire nulla, semplicemente sorridendo …

Riapro gli occhi e penso agli incontri che ho ogni giorno sia a livello professionale che personale …e fantastico sui semi che ho donato e ricevuto fino ad ora…
…Penso alla rosa del piccolo principe …..e a quante volte io ho messo in terra il seme ed ho cercato di farlo diventare un albero in fretta, per la curiosita’ di vederlo… poi pero’, questo albero cresciuto cosi’ velocemente e’ risultato essere senza radici abbastanza solide ed e’ crollato al primo soffio di vento e cio’ che mi era sembrato il seme di una quercia era in realta’ il seme di un semplice fiore: bello da ammirare ma anche veloce ad appassire.
Altre volte il seme l’ho interrato con cura ma nulla e’ mai nato ed ho passato del tempo a chiedermi se questo fosse dipeso dal terreno, dall’acqua o dal seme stesso.
Accade pero’ anche che a volte il seme sembra gia’ portare in se’ una straordinaria bellezza ed allora lentamente, una goccia al giorno aspetto che cresca e mi godo momento per momento perche’ davanti a quei semi mi ricordo che non e’ il traguardo ma e’ il viaggio che racchiude in se’ la vera felicita’ …

…purtroppo o forse per fortuna non c’e’ nessuna ricetta vincente nel coltivare questi semi perche’ ognuno e’ unico ed irripetibile ed i semi “morti” o persi servono per poter accogliere i semi che aspettavano gia’.
…Ma una cosa e’ certa: quando tanti semi straordinari vengono piantati vicini nello stesso terreno si puo’ ammirare uno splendido bosco in cui una strana e meravigliosa energia si crea ….e tutto diventa possibile in quell’istante…

A tutti i boschi in cui ho potuto passeggiare e nei quali ho potuto respirare, a tutte le persone che ho incontrato sul mio sentiero che siano state dei fiori o degli alberi secolari…grazie!

Ed ora penso al mio cognome (Boschi) e penso al fatto che ogni pianta “vera” che entra in casa muore se non c’e’ Andrea a salvarla e seguirla ed allora sorrido e mi viene da prendemi non troppo sul serio…perche’ l’atteggiamento ludico e’ cio’ che mi contraddistingue anche nei momenti di riflessione e serieta’…

alla prossima volta
B.B.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails